Di lugliu, U Ribombu
v’avia parlatu di a prublematica
di e rumenzule in
Sardegna, cù a vulintà di
stallà un « inceneritore » in
a pruvincia di Nugoro.
Cum’è in Corsica, si so
poste e quistioni nant’à a
salute è l’ambiente. U
Ribombu hè andatu à
scuntrà Bobore Bussa,
memberu di l’esecutivu
naziunale di l’indipendentisti
sardi di IRS, pè
sapè à chì ne simu di stu
prughjettu.
U Ribombu Internaziunale : Bobore,
quale hè chì hè in Sardegna à l’origine
di stu prughjettu d’inceneritore ?
Bobore Bussa : L'idea di ralizzare un
inceneritore nasce con una delibera
della Giunta regionale che
parlava della necessità per la
Sardegna di dotarsi di un nuovo
inceneritore che chiamano
Termovalorizzatore. Questo perchè
la produzione dei rifiuti aumenta di
anno in anno e la UE non permette
più di conferire i rifiuti in discarica.
Al momento la Sardegna ha un
inceneritore a Macchiareddu, il
Tecnocasic nel sud e uno a
Macomer "Tossilo" per il nord che
però è obsoleto e piccolo.
L'intenzione era realizzare un
nuovo impianto ad Ottana con una
capacità di smaltimento di 400.000
tonnellate circa, ovvero circa il
50% della produzione totale di
rifiuti della Sardegna. Si è scelto
Ottana anche perchè si poteva giocare
una scusa in più, ovvero che
l'energia prodotta sarebbe servita
per alimentare le industrie della
zona industriale del paese.
U R I : IRS hà pigliatu chjaramente
pusizione contru à stu prughjettu,
cumu hè ricivutu u vostru discorsu
da u populu sardu ?
B B : IRS non solo ha preso posizione
contro questo progetto ma ha anche
organizzato un incontro pubblico
quando nessuno si era reso conto
che la delibera era esecutiva e che
era necessario opporsi. Insomma
molti politici hanno cercato di farla
passare in modo silenzioso ed era
già pronto il bando internazionale
per assegnare i lavori di costruzione.
All'incontro pubblico è stato invitato
il professor Stefano Montanari che è
un esperto mondiale di malattie prodotte
dalle nanoparticelle. Così,
davanti alle popolazioni dei paesi
vicini a ottana, degli amministratori
e di alcuni politici locali, iRS ha
potuto portare una informazione
obiettiva sugli effetti dannosi che
questa scelta avrebbe portato alla
salute pubblica. iRS ha potuto chiarire
che non era necessario un nuovo
inceneritore ma semplicemente attivare
politiche di incentivazione
della raccolta differenziata nonchè
attività di riduzione della produzione
di rifiuti dalla fonte. Al
momento della delibera la raccolta
differenziata in Sardegna si attestava
su valori di poco superiori al 10%.
Ma il concetto imporatnte che è stato fatto passare è sato quello relativo
al modo di prendere le decisioni
della Giunta, ovvero autoritario e
senza il coinvolgimento delle popolazioni.
Dopo l'incontro del mese di
dicembre del 2006, si formato un
comitato popolare che ha continuato
la lotta contro l'inceneritore
avviata da IRS. Al momento si è
pronunciata in merito anche la
Provincia che ha competenza primaria
in materia e ha deciso di non
permettere la realizzazione dell'impianto.
Così la Regione ha deciso di
spostarlo a Porto Torres. Ma anche
quì, grazie anche all'intervento di
Gavino Sale con una interrogazione,
si è riusciti a far votare anche la
Provincia di Sassari contro l'inceneritore
e ora la Giunta non sa più
dove costruirlo. Per ora due battaglie
sono state vinte ma non la guerra.
U R I : Al dilà di u pusiziunamentu
puliticu, s’urganizaghja una mubbilizazione
pupulare ?
B B : iRS ha partecipato alle attività
del comitato sempre dall'esterno. A
noi interessava che fosse la gente a
promuovere attività di informazione
e di opposizione al progetto
per prendere coscienza dei propri
diritti. Abbiamo pensato di stare
fuori perchè nessuno pensasse che
si cercava di strumentalizzare la
situazione per scopi politici. Il
popolo sardo ci ha sicurament riconosciuto
un ruolo importante in
questa situazione oltre che il
grande impegno.
Purtroppo, in mezzo al comitato si
sono inseriti anche personaggi
politici di varia estrazione che
hanno cavalcato e un pò strumentalizzato
il comitato sia per andare
contro la Giunta Soru, sia per
acquisire visibilità personale.
U R I : Omu sà chì i rifiuti ponu duvintà
ricchezza s’elli sò trattati à a fonte, sò
i Sardi sinsibbilizati à stu fattu ?
B B : In questi ultimi mesi, grazie
alla mobilitazione di iRS e dei
comitati, la Regione ha attivato
diverse attività di informazione
della popolazione sull'importanza
della raccolta differentziata e sul
valore economico che possono
rappresentare i rifiuti. La gente risponde
bene e la raccolta differenziata
aumenta in tutti i paesi, ma
non basta. Le iniziative in tal senso
sono spesso superficiali e inefficaci
o frutto dell'improvvisazione.
U R I : In Corsica, s’hè messu in
risaltu chì parechji prughjetti
ch’avianu da offese l’ambiu è a
tarra si sviluppavanu (incineritore,
novu portu di Bastia, gara di transitu
di l’Arinella) incù di sicuru
intaressi finanziarii in ghjocu,
tandu chì a salute di u populu era
messa in periculu, hè una rialtà
ancu in Sardegna ?
B B : Purtroppo in Sardegna, tutti i
giorni, per interessi non del popolo
sardo e grazie soprattutto alla complicità
della classe politica autonomista,
si propongono e si avviano
attività industriali ed edilizie inquinanti
ma di alto valore speculativo.
L'incenritore in realtà è una proposta
pessima e grave, ma rispetto ad altre
attività che si propongono, come la
centrale nucleare in provincia di
Oristano è davvero poca cosa. Si
tratta di attività che producono profitti
rapidi in poco tempo e che lasciano
problemi sociali e culturali
irrimediabili. A tutto ciò, noi di iRS,
stiamo opponendo attività politica
diffusa nel territorio. Andiamo in
giro paese per paese e facciamo
informazione e crechiamo di creare
un minimo di coscienza dei nostri
diritti di nazione e di autodeterminazione.
Solo incontrando la gente faccia
a faccia si può creare un futuro
diverso per la Sardegna.
Pierre-Antoine Tomasi