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Articulu di u numaru 39, Dicembre di u 2008


« Inceneritore » Un perriculu per a Sardegna



Di lugliu, U Ribombu v’avia parlatu di a prublematica di e rumenzule in Sardegna, cù a vulintà di stallà un « inceneritore » in a pruvincia di Nugoro. Cum’è in Corsica, si so poste e quistioni nant’à a salute è l’ambiente. U Ribombu hè andatu à scuntrà Bobore Bussa, memberu di l’esecutivu naziunale di l’indipendentisti sardi di IRS, pè sapè à chì ne simu di stu prughjettu.

U Ribombu Internaziunale : Bobore, quale hè chì hè in Sardegna à l’origine di stu prughjettu d’inceneritore ?

Bobore Bussa :
L'idea di ralizzare un inceneritore nasce con una delibera della Giunta regionale che parlava della necessità per la Sardegna di dotarsi di un nuovo inceneritore che chiamano Termovalorizzatore. Questo perchè la produzione dei rifiuti aumenta di anno in anno e la UE non permette più di conferire i rifiuti in discarica. Al momento la Sardegna ha un inceneritore a Macchiareddu, il Tecnocasic nel sud e uno a Macomer "Tossilo" per il nord che però è obsoleto e piccolo.

L'intenzione era realizzare un nuovo impianto ad Ottana con una capacità di smaltimento di 400.000 tonnellate circa, ovvero circa il 50% della produzione totale di rifiuti della Sardegna. Si è scelto Ottana anche perchè si poteva giocare una scusa in più, ovvero che l'energia prodotta sarebbe servita per alimentare le industrie della zona industriale del paese.


U R I : IRS hà pigliatu chjaramente pusizione contru à stu prughjettu, cumu hè ricivutu u vostru discorsu da u populu sardu ?

B B :
IRS non solo ha preso posizione contro questo progetto ma ha anche organizzato un incontro pubblico quando nessuno si era reso conto che la delibera era esecutiva e che era necessario opporsi. Insomma molti politici hanno cercato di farla passare in modo silenzioso ed era già pronto il bando internazionale per assegnare i lavori di costruzione.

All'incontro pubblico è stato invitato il professor Stefano Montanari che è un esperto mondiale di malattie prodotte dalle nanoparticelle. Così, davanti alle popolazioni dei paesi vicini a ottana, degli amministratori e di alcuni politici locali, iRS ha potuto portare una informazione obiettiva sugli effetti dannosi che questa scelta avrebbe portato alla salute pubblica. iRS ha potuto chiarire che non era necessario un nuovo inceneritore ma semplicemente attivare politiche di incentivazione della raccolta differenziata nonchè attività di riduzione della produzione di rifiuti dalla fonte. Al momento della delibera la raccolta differenziata in Sardegna si attestava su valori di poco superiori al 10%. Ma il concetto imporatnte che è stato fatto passare è sato quello relativo al modo di prendere le decisioni della Giunta, ovvero autoritario e senza il coinvolgimento delle popolazioni.

Dopo l'incontro del mese di dicembre del 2006, si formato un comitato popolare che ha continuato la lotta contro l'inceneritore avviata da IRS. Al momento si è pronunciata in merito anche la Provincia che ha competenza primaria in materia e ha deciso di non permettere la realizzazione dell'impianto. Così la Regione ha deciso di spostarlo a Porto Torres. Ma anche quì, grazie anche all'intervento di Gavino Sale con una interrogazione, si è riusciti a far votare anche la Provincia di Sassari contro l'inceneritore e ora la Giunta non sa più dove costruirlo. Per ora due battaglie sono state vinte ma non la guerra.


U R I : Al dilà di u pusiziunamentu puliticu, s’urganizaghja una mubbilizazione pupulare ?

B B :
iRS ha partecipato alle attività del comitato sempre dall'esterno. A noi interessava che fosse la gente a promuovere attività di informazione e di opposizione al progetto per prendere coscienza dei propri diritti. Abbiamo pensato di stare fuori perchè nessuno pensasse che si cercava di strumentalizzare la situazione per scopi politici. Il popolo sardo ci ha sicurament riconosciuto un ruolo importante in questa situazione oltre che il grande impegno.

Purtroppo, in mezzo al comitato si sono inseriti anche personaggi politici di varia estrazione che hanno cavalcato e un pò strumentalizzato il comitato sia per andare contro la Giunta Soru, sia per acquisire visibilità personale.


U R I : Omu sà chì i rifiuti ponu duvintà ricchezza s’elli sò trattati à a fonte, sò i Sardi sinsibbilizati à stu fattu ?

B B :
In questi ultimi mesi, grazie alla mobilitazione di iRS e dei comitati, la Regione ha attivato diverse attività di informazione della popolazione sull'importanza della raccolta differentziata e sul valore economico che possono rappresentare i rifiuti. La gente risponde bene e la raccolta differenziata aumenta in tutti i paesi, ma non basta. Le iniziative in tal senso sono spesso superficiali e inefficaci o frutto dell'improvvisazione.


U R I : In Corsica, s’hè messu in risaltu chì parechji prughjetti ch’avianu da offese l’ambiu è a tarra si sviluppavanu (incineritore, novu portu di Bastia, gara di transitu di l’Arinella) incù di sicuru intaressi finanziarii in ghjocu, tandu chì a salute di u populu era messa in periculu, hè una rialtà ancu in Sardegna ?

B B :
Purtroppo in Sardegna, tutti i giorni, per interessi non del popolo sardo e grazie soprattutto alla complicità della classe politica autonomista, si propongono e si avviano attività industriali ed edilizie inquinanti ma di alto valore speculativo.

L'incenritore in realtà è una proposta pessima e grave, ma rispetto ad altre attività che si propongono, come la centrale nucleare in provincia di Oristano è davvero poca cosa. Si tratta di attività che producono profitti rapidi in poco tempo e che lasciano problemi sociali e culturali irrimediabili. A tutto ciò, noi di iRS, stiamo opponendo attività politica diffusa nel territorio. Andiamo in giro paese per paese e facciamo informazione e crechiamo di creare un minimo di coscienza dei nostri diritti di nazione e di autodeterminazione.

Solo incontrando la gente faccia a faccia si può creare un futuro diverso per la Sardegna.


Pierre-Antoine Tomasi

 

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